martedì 22 maggio 2012

L'eleganza del ragno e della farfalla

La Thailandia è un luogo molto vivace in ambito creativo, in cui si registrano produzioni artistiche di valore in svariati settori. In questa occasione prendo spunto dal curioso lavoro di design che l'azienda Propaganda (sito) ha aggiunto alla sua linea di prodotti. 
Come si vede dall'immagine si tratta di un set di tre bicchieri, ciascuno dei quali ha riprodotto su un lato una elemento: farfalla, ragno, tela.


Nel momento in cui i bicchieri vengono riposti l'uno dentro l'altro la scena si completa, raccontando una storia.


Trovo l'idea semplice, divertente, inconsueta. Sicuramente creativa.
Il lavoro è stato ideato dal designer Ankul Assavaviboonpan, non nuovo a soluzioni estremamente accattivanti.

Una promessa è una promessa, Sylvain Meyer


Mantenendo una promessa pubblica fatta alcuni anni fa in un bel post del Novembre 2009 (che spero andiate a rileggere), torno a parlare di land art.
Con la dicitura land art - ed anche con quella di Earth works - vengono indicati quegli interventi artistici che sono realizzati da "fanatici della natura", desiderosi di valutare il potere dell’arte al di fuori dell’ambiente asettico degli spazi espositivi e anche delle aree urbane, ritenendo prioritario ed imprescindibile il rapporto che lega l’individuo all’ambiente. Un buon punto di partenza per approfondire la conoscenza dell'argomento è la pagina di wikipedia.

 

Qui presento alcuni lavori di Sylvain Meyer, un esponente di primo piano di questo movimento artistico, un talento svizzero di sensibilità e inventiva. Sono rimasto colpito dalle sue composizioni, e spero possano toccare anche voi. Sono lavori ben bilanciati, armonici, delicati e sorprendenti, che allo stesso tempo riescono a spiazzare e rilassare.



 


via enviromental

martedì 15 maggio 2012

É un lavoro inutile, ma qualcuno deve pur farlo

Da tempo gira sul web un post straordinario su una serie di comportamenti che caratterizzano parecchi clienti che si rivolgono ad uno studio grafico. Si tratta dei 10 comandamenti del prototipo del rompicoglioni imbecille, ma anche dello sprovveduto-presuntuoso. Lo riporto per il vostro divertimento, e per lo sconforto di ogni grafico che facilmente potrà riconoscersi.

I DIECI COMANDAMENTI PER FARE IMPAZZIRE IL GRAFICO

1 – Microsoft Office
Quando dovete inviare al vostro grafico un documento, assicuratevi che sia fatto con una qualsiasi delle applicazioni di Microsoft Office. Se dovete consegnare immagini, avrete più successo nel farli impazzire se, invece di inviare semplicemente un file JPG, incorporate l’immagine dentro ad un documento Microsoft Office, tipo Word o Powerpoint. Meglio ancora se dopo una serie di Copia e Incolla tra diversi documenti Office. Non dimenticate di abbassare la risoluzione delle vostre immagini a 72 dpi, di modo che vi debbano ricontattare per chiederne una versione in alta risoluzione. Non mancate di obiettare alla loro richiesta di un file più grande, con la frase "Ma a video lo vedo benissimo ". Quando gli manderete la versione “a più alta risoluzione”, assicuratevi che le dimensioni siano almeno al 50% di quelle effettivamente necessarie.

2 – E-mail
Se state usando l’e-mail per inviare le immagini scordate di allegarle almeno una volta ogni tanto. Attendete la risposta del grafico, prima di reinviarle. Se il grafico insiste perché gli mandiate l’immagine alla massima risoluzione che avete, abbiate cura di prendere l’intera cartella di immagini RAW e, senza comprimerle con programmi perditempo tipo WinZIP o WinRAR, allegatele ad una mail. Al massimo su due, ma allegando sempre la stessa serie di immagini della prima e-mail.

3 – Font
Quando il grafico vi propone un font qualsiasi, come carattere principale, chiedete l’Helvetica. Se il grafico sceglie l’Helvetica, chiedete di usare l’Arial. Se sceglie l’Arial, chiedete il Comic Sans. Se sceglie il Comic Sans, è già a metà strada verso la pazzia, quindi il vostro lavoro è già ben avviato.

4 – Sfruttiamo gli spazi
I grafici tendono a lasciare spazi bianchi, inutilizzati, ovunque. Margini enormi, ampi spazi tra le lettere e tra le parole. Vi diranno che lo fanno per aumentare la leggibilità, e che così il tutto avrà un look professionale e pulito. Non credete a queste bugie. La vera ragione per cui lo fanno è per rendere il documento più grande, con più pagine, in modo che vi costi di più al momento di stamparlo. Perché lo fanno? Perchè vi odiano, è chiaro. Assicuratevi quindi di richiedere espressamente di mettere margini minimi ed il testo molto piccolo. Suggerisco anche di chiedere l’uso di molti tipi di font diversi. Richiedete espressamente che si usino delle clipart a corredo del testo. Chiedete molte figure (se non sapete come inviargliele, riferitevi al punto #1). Cercheranno di protestare e difenderanno le loro scelte ma non preoccupatevi, alla fine il cliente ha sempre ragione e accontenteranno tutte le vostre richieste.  

5a – Logo, restyling
Quando dovete inviare un logo al grafico, per un particolare progetto, assicuratevi di mandarne uno molto molto piccolo e possibilmente in GIF o in JPG (per come inviarlo fate riferimento ai punti #1 e #2). Adesso potreste pensare che sia abbastanza ma se veramente volete minacciare la sua stabilità mentale, fate del vostro meglio per inviare il logo applicato sopra uno sfondo che lo renda difficile da ritagliare. Sfondi bianchi o neri sono da evitare, in quanto rapidi da eliminare in Photoshop. Appena il grafico avrà finito di lavorare con quel logo in bitmap, ditegli che vi serve più grande. Il tocco di classe, utilizzato dai campioni in questo sport, è quello di consegnare al grafico un oggetto con già stampato il vostro logo, non il file. E possibilmente un oggetto in cui il logo sia il più piccolo possibile e riprodotto su superfici curve (penne o tazze) oppure con una finitura che renda difficile la semplice scansione (fazzoletti di carta, biglietti da visita su carta goffrata, mousepad, o addirittura da un fax di scarsa qualità che vi sarete inviato appositamente).

5b – Logo, un nuovo lavoro
Se avete bisogno di un logo creato appositamente per voi, buttate giù uno schizzo su un fazzoletto di carta. O, ancora meglio, fatelo fare al vostro nipote di 9 anni. Fare lo schizzo non deve prendervi più di 5 minuti: non dovete certo fare qualcosa di dettagliato o facile da capire perchè meno il grafico capisce cosa volete, più facilmente potrete chiedergli cambiamenti dopo che ci avrà lavorato su un bel po’. Non accettate mai il primo logo. Non accettate mai nemmeno il nono logo, se è per questo. Fategli fare quante più modifiche potete: colori, font e clipart. Chiedetegli di inserire una foto nel logo. Bordi in rilevo. Sfumature. Comic Sans. e quando sarà alla decima proposta, ditegli che la vostra preferita è la seconda che vi ha mostrato. Lo so, è dura, ma ricordate che i grafici sono la causa principale del cancro al seno nelle donne di mezza età.  

5c – Logo, suggerimento
Ormai non se lo aspetta, è quasi rilassato. Sorprendetelo. Chiedete in maniera insistente e determinata che nel logo siano inserite le cinque righe di testo che vorreste per chiarire meglio la vostra mission aziendale.

6 – Scelta delle parole
Quando gli descriverete ciò che volete in un progetto, assicuratevi di usare termini che non significhino niente. Termini tipo “rendilo più frizzante” o “potresti farlo più sbrilluccicoso? ”. “Vorrei un design più figo” o “Preferirei della bella grafica, una grafica che, sai, quando la guardi dici: Wow! Questa si che è bella!” sono altre opzioni. Non sentitevi carogne, siete nel giusto. É un vostro preciso dovere, in quanto nelle notti di luna piena, i grafici, si trasmutano in lupi mannari. Quando dovete scrivere i testi da inserire nella brochure, nel catalogo o nel sito, iniziate con brio, davanti a lui, e prendetevi tutto il tempo che volete. Starvi a guardare, con le mani in mano, mentre potrebbe intanto lavorare ad altri progetti, è un bel colpo basso. A metà del testo arenatevi, fingete di non sapere come proseguire e dopo vari tentativi, durante i quali dovete ignorare assolutamente qualunque suggerimento, anche buono, possa darvi il grafico stesso, concludete con un “Dai, questi testi li puoi completare anche tu, poi magari, li modifichiamo ”.

7 – Scelta delle immagini
Durante la fase di scelta delle immagini da usare nel design che il grafico vi sta preparando, siate quanto più generici possibile. Chiedete delle “belle foto, che attirino il cliente” oppure “delle illustrazioni a tema”. Se il grafico vi propone di acquistare delle foto da siti professionali, oppure - peggio - di assumere un fotografo professionista per eseguire degli scatti ad hoc, storcete il naso, sta cercando di spillarvi più soldi. Resistete e chiedete che si scarichi le foto da internet. Anche vostro nipote sa che su internet si trovano tutte le foto che servono, senza dover pagare un euro. Se verrà da voi con una cartella di immagini tra cui scegliere, fate in modo che il set di foto che sceglierete siano il più possibile diverse tra loro, come stile, come colori, come significato. Oppure, se il grafico è così stolto da sottoporvi una miriade di immagini tra cui scegliere, sceglietele il più possibile simili tra loro: stessa inquadratura, stessa angolazione, stesso soggetto. Il tocco di classe dei campioni sta nello scegliere varie foto, ma di richiederne il ritocco per adattarli meglio al vostro gusto personale: “Bella la foto di questa modella, tuttavia la vorrei bionda anzichè mora ”, oppure “Voglio la foto di questo tipo qui, proprio in questo modo, ma invece della cravatta a righe, al vorrei a pallini”. Il colpo di grazia sta nell’aggiungere “… tanto è facile, lo fai col computer…”. Dopo questo bagno di sangue, dopo aver scelto le immagini, con il grafico sudato e stremato davanti a voi, ma con un mezzo sorriso perchè vi ha strappato una decisione, chiedete pacificamente: “Ma se usassimo delle clipart?”.

8 – Colori
Il miglior modo per scegliere voi i colori (perchè assolutamente non dovete lasciar scegliere i colori ai grafici) è quelli di scrivere i nomi di vari colori su piccoli pezzi di carta, metterli in un cappello ed estrarli a sorte. I grafici vi suggeriranno di mantenervi su 2 o 3 colori principali, ma no, sceglietene pure quanti ne volete, ed assicuratevi, invece, di fare l’estrazione dei colori dal cappello, di fronte al grafico. Mentre lo fate, cantate una canzoncina odiosa.

9 – Scadenze
Quando è il momento di approvare il progetto, prendete il vostro tempo. Non c’è fretta. Prendetevi due giorni. Prendetevene sei. Giusto il necessario perchè la scadenza del progetto si avvicini, e quando siete pronti e ormai mancano poche ore alla scadenza, passate al grafico tutte le correzioni e cambiamenti che il grafico ha il tempo di fare. Assicuratevi che debba lavorare anche di notte, pur di consegnare in tempo. Dopotutto i grafici sono i veri responsabili degli attacchi dell’11 settembre. Se riuscite, e solo i campioni riescono, fate loro notare che i testi che alla fine hanno scritto loro per voi (vedi punto #6) sono del tutto inadatti.

10 – Finitelo
Dopo che avrà subito la lista punto per punto, è umanamente possibile (anche se c’è chi discute sul fatto che siano umani oppure no) che la vostra vittima si senta un pelo insicura. Come realizzerà che non può riuscire a soddisfare i vostri bisogni, il grafico probabilmente abbandonerà ogni speranza di spuntarla su un qualunque argomento e farà semplicemente tutto quello che gli chiederete di fare, senza domande. Lo volete fucsia? Che fucsia sia. Sei tipi di font diversi? Sicuro! A questo punto penserete di aver vinto, ma non perdete di vista l’obbiettivo di tutto questo: deve ritirarsi dal business. Quindi, pronti per il colpo finale: Quando siete li a prendere la decisione finale sui colori, le forme, i font, ecc, ditegli che siete delusi dalla sua mancanza di iniziativa. Ditegli che, dopotutto, è lui il grafico e che è lui che doveva metterci la sua esperienza e talento, non certo voi. Che vi eravate aspettati maggiori consigli e proposte sul design, da parte sua. Ditegli di averne abbastanza della sua mancanza di creatività e che quel poco di suo che ci ha messo, voi lo potete rifare con Publisher da soli, e che non intendete pagargli quel poco che ha fatto finora. A questo punto è fatta. Dovreste avere il grafico tutto bello impacchettato nella sua bella camicia di forza!

venerdì 11 maggio 2012

Siamo tutti generali Russi

George Dawe (1823-1825) è stato un pittore inglese che ha ritratto 329 generali russi attivi durante l'invasione napoleonica della Russia per la Galleria Militare del Palazzo d'Inverno, San Pietroburgo.  
Steve Payne utilizza copie digitali di questi dipinti come base per il proprio lavoro che consiste nell'integrare i volti noti di celebrità internazionali e meno noti di amici, familiari e altri committenti con i corpi di questi personaggi storici.
Payne lo fa per denaro, per cosa altrimenti? Vende le tele elegantemente incorniciate con i volti delle stars internazionali, oppure anche il "fotoritocco" per persone non famose che desiderano apparire come eleganti generali russi.
A me queste composizione sono piaciute. Per questo motivo ve le propongo, confidando che possano suscitare la vostra curiosità.


















 

 

 









Dal sito dell'autore:
"I was always drawn to the fun side of image manipulation, the kind of stuff you can do using photos of your friends.

When I first started using photoshop I learnt quite a lot by trying to do that sort of stuff, turning people into JEDI’s, putting them onto movie posters, etc. Then gradually as the years went by I moved on to doing more professional retouching jobs and as I started to learn a different set of techniques I didn’t really do as much of the fun stuff anymore.

So… With that in mind. I decided to do some fun stuff! Yeah, why not!
"

replaceface >>

mercoledì 9 maggio 2012

Pianti e sorrisi


Ci sono temi che, per la loro specifica natura, sono estremamente difficili da trattare. Serve sensibilità, cura, tanto tatto e buon senso. Al contempo si sta facendo pubblicità, e rimane inalterata la necessità di stimolare, informare, sorprendere e comunicare. Per tutte queste ragioni - che trovo pienamente soddisfatte - ritengo che la campagna promozionale per le iniziative di Telefono Azzurro sia eccellente. Riporto alcune immagini che rappresentano la pubblicità veicolata anche attraverso il web. Il tema della violenza sui bambini è degno di grande attenzione, e confido di contribuire un minimo attraverso questo articolo a sensibilizzare i lettori.


martedì 1 maggio 2012

Genio e attacco cardiaco.

Prima di qualsiasi considerazione guardatevi questo video (girato in Francia), perché è meraviglioso.


Si tratta di un viral molto ben fatto. Secondo me l'effetto visivo è devastante, di grandissimo impatto e funziona in maniera perfetta sul web. Immagino possa avere una ottima risonanza attraverso i social network. Quindi tanto di cappello alla TIC TAC France e all'agenzia di comunicazione che ha curato l'evento (Ogilvy & Mather). Tuttavia, mi sovviene un cattivo pensiero: la candid camera mi sembra un falso pazzesco. Funziona, ma è fasulla.
L'effetto grandioso delle persone che svengono in conseguenza di una alitata infernale avrebbe potuto causare attacchi di panico e persino un forte shock emotivo, addirittura un attacco cardiaco. Le reazioni delle vittime, invece, sono piuttosto contenute, molto in armonia con il video e con gli effetti che hanno  inteso produrre. Inoltre, eccetto la vittima, non ci sono altri passanti che non siano attori, nemmeno uno. Questi elementi portano a pensare che il filmato - comunque bello - è una finzione cinematorafica e non ha nulla a che vedere con la "presa diretta" che vuole simulare.

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